Il voto di fiducia per imporre l’approvazione della legge elettorale è stato un atto arrogante di prepotenza politica che ha portato di fatto al cambio della maggioranza. L’approvazione con voto di fiducia della legge elettorale è un atto contrario all’articolo 72 c.4 della Costituzione.

Con la fiducia, si è impedito al Parlamento di discutere e di correggere un testo nato da un accordo tra Pd, F.I. e Lega con lo scopo evidente di ridimensionare la rappresentanza parlamentare degli altri soggetti politici, in particolare M5S e sinistra, e lasciare nelle mani di una ristretta oligarchia politica il controllo ferreo degli eletti.

Abbiamo raccolto in calce al nostro appello “Fateci eleggere i nostri parlamentari” 160.000 firme che abbiamo consegnato al Presidente del Senato chiedendo che venisse evitato il voto di fiducia e garantito agli elettori il diritto di scegliere ogni singolo parlamentare. Questo nostro appello non è stato ascoltato, malgrado le firme siano arrivate a 226.000 e continuino ad aumentare.

Risponderemo al tentativo di imporre al nostro paese una legge elettorale sbagliata ed ingiusta e prenderemo tutte le iniziative possibili per sensibilizzare le elettrici e gli elettori sulla gravità di queste scelte,

Oggi è in gioco la qualità della nostra democrazia. Questa legge elettorale deve essere cambiata a fondo.

Il Parlamento, asse portante del nostro assetto costituzionale, non può essere ancora una volta svilito, reso subalterno e ridotto ad uno strumento asservito ai capipartito, come è avvenuto per ben tre legislature con il cosiddetto porcellum.

I capi partito non debbono avere il potere di continuare a decidere chi verrà eletto, negando di fatto ai cittadini il diritto di scegliere i loro rappresentanti; si distorce la rappresentanza impedendo il voto disgiunto e così si allarga uno scollamento tra rappresentanti e rappresentati ed una disaffezione pericolosa che spinge gli elettori all’astensione.

Non ci rassegneremo ad una legge elettorale approvata a colpi di fiducia; la questione per noi non è affatto chiusa. Prenderemo direttamente tutte le iniziative possibili, a partire dal pieno sostegno ai ricorsi alla Corte costituzionale, sui punti che giudichiamo incostituzionali e comunque inaccettabili di questa legge, con l’obiettivo di tentare di ottenere le modifiche nel tempo più breve possibile.

I cittadini dovranno giudicare e respingere il disegno che li vuole tenere fuori dalle scelte; la soluzione non deve essere l’astensione ma la partecipazione, non votando per quanti, partiti e parlamentari, hanno imposto questa Legge e votato la fiducia.

In parallelo ai ricorsi alla Corte costituzionale, riteniamo utile rilanciare la sottoscrizione del nostro appello affinché raggiunga un numero di sottoscrittori ancora più alto e promuovere iniziative come diffusione di materiale, dibattiti, manifestazioni nei quali motivare le ragioni della nostra ferma opposizione a questa legge elettorale.

Ma solo con l’abrogazione di norme fondamentali di questa legge sarà possibile affrontare alla radice la questione di fondo che per noi è il diritto delle elettrici e degli elettori di scegliere i parlamentari che li debbono rappresentare e risolvere la costrizione del voto unico e l’inganno delle false coalizioni.

Il Coordinamento chiede al comitato scientifico e in particolare ai Costituzionalisti di predisporre i quesiti per abrogare parti fondamentali della legge nuova elettorale.

 

Per questo dovremo generalizzare in tutto il territorio nazionale la promozione di quante iniziative possibili, a partire dal 4 dicembre 2017 (per ricordare la vittoria del NO) fino al 27 dicembre in cui cade il 70° anniversario della nostra Costituzione, data cui dovremo prestare particolare attenzione con iniziative specifiche, anche nazionali.

 

Il Coordinamento convoca per domenica 3 dicembre a Roma una Assemblea nazionale dei Comitati territoriali e delle Associazioni aderenti per discutere la situazione politica e per avviare le campagne decise.

L’assemblea inoltre valuterà le scelte da portare avanti nei territori, costruendo rapporti con forze sociali, associazioni, militanza civica, per avere voce nella campagna elettorale, difendendo i nostri principi costituzionali e rivendicandone l’attuazione nei programmi dei Partiti politici e nelle specifiche proposte economiche, sociali e civili.