Io obietto la guerra: al via la campagna di Emergency per una legge di iniziativa popolare

Di Domenico Gallo – 14 ottobre 2026

Io obietto la guerra è il titolo della legge di iniziativa popolare depositata da Emergency per la raccolta delle firme nel quadro della campagna R1PUD1A contro la militarizzazione delle società, a cui in quasi due anni hanno aderito oltre 650 Comuni, 1.500 scuole e oltre 300 festival e luoghi della cultura.

“L’Italia ripudia la guerra”, recita l’articolo 11 della Costituzione, ma le scelte politiche perseguite dall’Italia e dagli altri paesi europei vanno in direzione ostinata e contraria: hanno riabilitato la guerra come strumento ordinario della politica, hanno resuscitato l’immagine del nemico alle porte, vogliono il riarmo dei nostri paesi per essere pronti alla guerra nel 2030 (Readiness 2030), che ci presentano come inevitabile. Poiché il riarmo non è sufficiente vogliono creare uno spirito bellico nella popolazione per oscurare le coscienze, soprattutto dei giovani, e prepararli a combattere. I principali mezzi di comunicazione si fanno megafoni di questa politica, intellettuali arruolati si dolgono della nostra scarsa vocazione antropologica e psicologica al combattimento e invocano il “bisogno di giovani uomini (e di donne, se volete) capaci, pronti e disposti a usarle (le armi). Vale a dire di uomini risoluti a uccidere e a morire” (Scurati, 4 marzo 2025).

Se questo è il futuro che i principali poteri ci prospettano, noi abbiamo ancora la possibilità di cambiarlo. Una celebre poesia di Bertolt Brecht, (Generale, il tuo carro armato), ha messo in evidenza quanto sia determinante il fattore umano negli eventi bellici: “Generale, l’uomo fa di tutto/Può volare e può uccidere/ma ha un difetto: può pensare”.

La coscienza individuale è la forza che può sventare questo destino. Possiamo dire no alla guerra, possiamo rifiutarci di fornire i nostri corpi, il nostro cuore e le nostre menti ai progetti di morte della macchina bellica. L’obiezione di coscienza è un diritto costituzionalmente tutelato che ha il suo fondamento nella dignità umana e nei diritti inviolabili: “A livello dei valori costituzionali, la protezione della coscienza individuale si ricava dalla tutela delle libertà fondamentali e dei diritti inviolabili riconosciuti e garantiti all’uomo come singolo, ai sensi dell’art. 2 della Costituzione – afferma la Corte costituzionale, che così prosegue – La sfera intima della coscienza individuale deve essere considerata come il riflesso giuridico più profondo dell’idea universale della dignità della persona umana” (Corte cost., sent. n. 467 del 1991).

Il riconoscimento dell’obiezione di coscienza all’uso delle armi in Italia ha attraversato un iter giurisprudenziale e legislativo lungo e complesso culminato nella legge 230 del 1998, che ha riconosciuto l’obiezione di coscienza al servizio militare come un diritto soggettivo attribuendo pari dignità al servizio militare e a quello civile sostitutivo. In questo contesto, con la fine della Guerra fredda si è proceduto a una ristrutturazione dello strumento militare che ha comportato una forte riduzione delle strutture e del personale in servizio e la sospensione della leva obbligatoria.

La leva, però, non è stata abolita, può essere ripristinata con un semplice decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, in caso di guerra o di gravi crisi internazionali, per questo i Comuni devono continuare a compilare le liste di leva in quanto il servizio militare obbligatorio può essere ripristinato in ogni momento. In virtù della sospensione della leva è stato di fatto cancellata la possibilità per i giovani di manifestare l’obiezione all’uso delle armi. Il fenomeno dell’obiezione di coscienza è stato relegato negli scantinati della burocrazia militare ed ha cessato di essere una realtà sociale viva che incontra i giovani nel loro percorso di formazione culturale. La proposta di Emergency ha l’obiettivo di consentire a tutti i giovani, iscritti e iscrivendi nelle liste di leva, di dichiarare preventivamente la loro indisponibilità a diventare degli strumenti di guerra, a prescindere dalla eventualità che vengano arruolati o meno (in caso di guerra o di grave crisi internazionale). La proposta consente a tutti gli altri cittadini (uomini e donne, giovani e anziani) di dichiararsi obiettori alla guerra e di rifiutarsi legittimamente di compiere le attività connesse e/o funzionali alla guerra. Nell’epoca in cui forze politiche e istituzionali si propongono di trasmettere uno spirito bellico alla società civile e di spingere i giovani a trasformarsi in nuovi guerrieri, la legge di iniziativa popolare proposta da Emergency è uno strumento per dire di no e far emergere la volontà di pace del popolo italiano. In questo modo sarà possibile seppellire sotto una valanga di no i profeti di sventura che agitano lo spettro della inevitabilità della guerra.

Le firme vengono raccolte collegandosi al sito:

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7700001