Autonomia Differenziata: il governo accelera, ma la lotta continua!

Adista.it

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (CDC) «aderisce e partecipa al presidio» organizzato dai comitati “No ad ogni Autonomia Differenziata” il 13 giugno, dalle ore 17 alle 20, in piazza Montecitorio a Roma. del 13 giugno a Roma contro l’autonomia differenziata». In una nota odierna, la presidenza del CDC – che contro il ddl Calderoli ha già promosso una legge di iniziativa popolare raccogliendo 106mila firme – ricorda che il 13 giugno è la data entro la quale la maggioranza di governo prevede di chiudere la discussione e il voto sul Ddl Calderoli. «Il presidio – spiega poi – intende esprimere tutta la propria contrarietà a quel progetto che ha sollevato l’opposizione» in ampi strati della società italiana: sindacati (in particolare Cgil e Uil), movimenti e associazioni (come quelle che aderiscono a “La via Maestra”), istituzioni, mondo cattolico (in particolare la Cei). «La nostra lotta non si fermerà davanti alla eventuale approvazione del testo governativo», annuncia il CDC, «ma continuerà con una costante mobilitazione nei territori» e presso la Corte Costituzionale, avvalendosi dell’articolo 127 della nostra Carta, «che permette loro di ricorrere direttamente alla Corte Costituzionale, promuovendo la questione di legittimità costituzionale nei confronti della legge una volta approvata».

Se dovesse passare il provvedimento, annuncia ancora il CDC, «parteciperemo alla raccolta delle firme necessarie per un referendum abrogativo, denunciando fin d’ora come puramente strumentale la scelta del governo di considerare il ddl Calderoli (che invece ha carattere puramente ordinamentale) come un allegato alla legge di Bilancio all’unico scopo di farlo ricadere in quei casi in cui il referendum abrogativo non sarebbe consentito».

C’è tutta l’intenzione dunque, nella società civile italiana, di proseguire «la battaglia per impedire la rottura dell’unità del Paese, la “secessione dei ricchi”, lo spezzettamento dell’unità nazionale in una ventina di staterelli regionali, l’aggravamento delle differenze e delle condizioni sociali delle popolazioni del nostro Paese».