Legge elettorale. Scenda in campo chi ha tutto da perdere

Legge elettorale. Scenda in campo chi ha tutto da perdere

By | 2017-07-29T18:45:55+00:00 maggio 8th, 2017|

articolo di Massimo Villone per il Manifesto
Sulle primarie Pd tutto è stato detto: bagno di democrazia, calo dei votanti, debacle nella ex fortezza rossa del centro, invecchiamento degli elettori dem, diaspora dei militanti, Ercolano, Gela, Nardò. In ogni caso, non una virgola al di fuori di un copione già scritto. Gli sfidanti sono sostanzialmente scomparsi, e per il futuro se ne anticipa il ruolo di mera testimonianza nel partito. Si conferma la già avvenuta mutazione genetica del Pd. Si dimostra ancora, a mio avviso, che la primaria aperta è incompatibile con una organizzazione politica strutturata. Hanno votato non più di due o trecentomila iscritti al partito: per ogni iscritto, sette o otto visitatori occasionali. Quale vera militanza può sopravvivere se nei momenti decisivi si mette il potere in mano a chi passa e compra con un obolo il diritto di votare?
Importa ora il futuro. Al momento, il Renzi 2.0 è nella sostanza tal quale alla prima versione. Nessuna seria assicurazione sul governo, persistenti rumors sulla paura per una dura legge di stabilità. Nulla è cambiato sulla legge elettorale. Ancora prevalgono nei corridoi parlamentari le voci per cui lo scenario probabile è quello di limitate modifiche orientate verso il modello camera in chiave di omogeneità tra i due rami. In specie, su premio di maggioranza, soglie uniformi al 4/5 %, doppia preferenza di genere.
Ma le chiacchiere volano. La proposta di Di Maio di una soglia al 35% ha sollevato un vespaio. Una posizione personale, non condivisa dalla leadership del movimento? Forse. Ma la proposta forse sconta la consapevolezza che M5S ha raggiunto il pieno dei consensi di indifferenziata protesta, e che rifiutando ogni coalizione non raggiungerà il 40%. E una soglia al 35% può incrociare l’interesse sia del Pd che del centrodestra unito. Per tutti i maggiori players rafforza l’argomento del voto utile. Questo anzitutto dimostra quale spina velenosa abbia lasciato la Corte costituzionale assolvendo soglia e premio. Si può abbassare il 40%? La Corte richiama la discrezionalità del legislatore, con un limite di manifesta irragionevolezza. Ma a quale livello la soglia diventa tale? Con il Porcellum nel 2013 il Pd coalizzato era al 30%, non lontano dal 35% oggi proposto. È in quella situazione di fatto che il Porcellum è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo. Possiamo ritenere che la Corte abbia assunto il 30% come manifestamente irragionevole. Ma il 35%?
E a Renzi cosa interessa? Certo tra i primi obiettivi è fare terra bruciata a sinistra del Pd, per un pieno dei voti possibili. In tal senso va il no alla coalizione, con l’invito a singole personalità come Pisapia. Un invito che il voto bloccato ai capilista renderebbe una promessa credibile. Questo dà forza all’ipotesi di minime correzioni verso il modello Camera. E non dimentichiamo che anche l’inerzia totale potrebbe andar bene a Renzi, perché almeno al Senato le soglie alte basterebbero probabilmente a spazzar via la sinistra sparsa. La sinistra sia avvertita. Una prospettiva di sopravvivenza si trova solo in un’offerta politica percepibile come nuova e in grado di competere, qualunque sia il contesto normativo elettorale. Potrebbe essere l’ultimo treno.
Tutto questo si iscrive nel tentativo – rafforzato dalla elezione di Renzi – di cancellare gli effetti del voto referendario e della stessa sentenza 35/2017, pur nei suoi limiti. Come si contrasta? Mattarella ha detto da ultimo qualche parola in più. Ma non potrebbe porre rimedio all’inerzia del parlamento che non approvasse alcuna legge. Se poi ne approvasse una tale da confermare la divaricazione tra i sistemi elettorali di Camera e Senato, un rifiuto di promulgazione con rinvio alle camere per manifesta incostituzionalità sarebbe possibile, ma superabile. E alla scadenza, non potendosi rinviare le elezioni, si va a votare con quel che c’è. Spetta alle forze politiche che hanno tutto da perdere scendere in campo. A noi il Legalicum non piace. No a premi e capilista bloccati, voto libero per un parlamento che ci rappresenti davvero. E la proposta di Renzi per il sistema tedesco? Se fosse vera, personalmente ci piacerebbe. Ma pare che sia tra le fake news. In ogni caso, per rimanere su un argomento in voga, crediamo ai vaccini. E siamo già vaccinati contro Renzi.

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