L’elettorato del No, insomma, al momento appare più motivato di quello del Sì. Scomponendo il voto per aree politiche, favorevoli alla riforma sono la quasi totalità degli elettori di centrodestra: 92,7% contro 7,3% di contrari. Tra gli elettori del “campo largo” di centrosinistra, invece, i Sì sono stimati al 14,1% contro l’85,9% di No. La vera partita si giocherà tra gli astenuti e gli indecisi: secondo YouTrend, attualmente il 40% è orientato verso il Sì e il 60% verso il No.

Il nuovo sondaggio arriva a 24 ore da quello di Swg per La7, che ha stimato il No al 37%, appaiato al Sì al 38% con un 25% di indecisi. L’affluenza era stimata tra il 46 e il 50 per cento. Già a fine gennaio l’istituto Ixé di Roberto Weber aveva stimato un “pareggio tecnico”, con il No al 49,9% e il Sì al 50,1%; e la scorsa settimana nuove rilevazioni hanno inquadrato il distacco tra due e quattro punti. Persino Alessandra Ghisleri per Porta a Porta il 6 febbraio indicava in cinque punti lo scarto tra Sì e No, quando neanche un mese fa lo stimava al triplo.