DOPO LA VITTORIA DEL NO NON TIRIAMO I REMI IN BARCA

            Per il popolo della Costituzione il lavoro continua

 L’intenzione di mantenere attivo il nostro impegno anche dopo la vittoria referendaria, viene da noi sentita, in questi ultimi giorni, come una vera urgenza. La crescita di forze eversive, nel nostro paese, è sempre più evidente e volutamente esplicita. Personaggi che un tempo avremmo, sbagliando, solo deriso, ora reclamano il loro orgoglioso essere destra, estrema destra. Non deve accadere ciò che la storia ci ha già mostrato, in Italia, in Germania, in Europa. Sottovalutazione, incomprensione. NO. E’ nostra intenzione invece prendere la cosa sul serio. Non solo non tiriamo in remi in barca. Ma intendiamo navigare il direzione fortemente contraria.

Un barca senza remi non si muove e, con correnti tempestose, può andare alla deriva o inabissarsi.

E’ quello che hanno pensato molte cittadine e cittadini, e associazioni della società civile, che per mesi hanno profuso un impegno enorme, per difendere indipendenza e autonomia della Magistratura, uno dei pilasti della nostra democrazia costituzionale.

La barca in questione è la nostra Costituzione, da decenni sotto attacco perché fonda uguaglianza, giustizia, diritti, doveri. Fino ad oggi il popolo italiano l’ha salvata, attraverso referendum che l’hanno confermata. Un unico caso, a nostro avviso negativo, il taglio del numero dei parlamentari, è stato approvato da un referendum, nonostante il disaccordo di parte consistente della società civile. Il presunto risparmio ha di fatto indebolito il Parlamento e le sue imprescindibili funzioni. L’esperienza ci mostra che non ne è derivato alcun beneficio per la nostra Repubblica. Anzi, il rapporto fra rappresentati e rappresentanti si è ulteriormente allentato e logorato.

Ma l’esito del referendum del 22 e 23 marzo ha dato netta conferma della esistenza di un profondo legame fra il popolo italiano e la Costituzione del 1948, che la diffusa sfiducia nei partiti che abitano le Istituzioni non ha compromesso. Esiste una chiara consapevolezza che la Costituzione è il pilastro che regge la nostra Repubblica, senza il quale tutto potrebbe essere compromesso e riscritto   in termini peggiorativi.

Ma salvare, come abbiamo salvato, la nostra Costituzione, non basta. Troppe leggi e troppi dati di fatto la contraddicono, e da tempo.

E’ quindi necessario che il popolo della Costituzione, nel quale ci riconosciamo, dia vita a una alleanza fra cittadine e cittadini con il compito di un monitoraggio continuo su quello che accade, in Parlamento e nel paese, da osservare con la lente della Costituzione. Con un lavoro di studio, analisi, informazione e pubblica riflessione.

Una voce, la nostra, da tenere viva e attiva. La partecipazione è ossigeno per una democrazia che si fonda sulla Costituzione. In caso contrario, le autocrazie all’opera, non solo in Italia, potrebbero avere la meglio.

Nel corso della campagna referendaria tante intelligenze e passioni civili si sono manifestate, in una esperienza di democrazia partecipata, dal basso, e senza precedenti, in queste dimensioni, in tanti luoghi della nostra provincia. Passioni civili, forti di questa esperienza, che ritengono necessario non tirare i remi in barca, ma il mantenere viva e permanente la rete civile sorta nella primavera del 2026, nonostante il mondo in fiamme, le atroci guerre, la vita difficile e povera di tanta gioventù.

 Per ora abbiamo individuato i seguenti temi da tenere presenti, discutere e misurare con il metro della Costituzione.

1 – La legge elettorale che il governo intende imporre, peggiorando la legge attuale, già pessima e con netti profili di incostituzionalità. Una legge segnata dallo stesso spirito autoritario che intendeva mettere sotto controllo la Magistratura.

2 – Le condizioni concrete nelle quali si trovano ad agire gli operatori della Giustizia. Intendiamo mantenere la collaborazione con i magistrati e gli avvocati con i quali abbiamo lavorato per il NO, nell’interesse della cittadinanza. Quali misure urgenti sono necessarie per garantire il rispetto dei diritti di giustizia?

 3 – Il lavoro, che ha visto negli ultimi decenni gravi regressioni rispetto alla lettera e spirito della Costituzione. Una regressione che vede nuove drammatiche forme di sfruttamento, che compromette la vita di tanta gioventù e che acuisce la disuguaglianza fra ricchi e poveri.

4 – Immigrazione. Vediamo leggi che fanno convivere rifiuto, sfruttamento, paura e sicurezza, e che vanno denunciate per quello che sono, la negazione dei principi di solidarietà e dello Stato di diritto, che la nostra Costituzione afferma, senza ombra di dubbio. Stanno mostrandosi nella scena pubblica forze organizzate, aggressive, violente, dal volto espressamente fascista che con la campagna remigrazione di fatto indicano la strada della espulsione e delle deportazione. Sarebbe un precipitare indietro negli anni più bui del Novecento. La spinta violenta, xenofoba, razzista va fermata. Nel nostro paese ci sono le forze sociali, civili, culturali per farlo.

A chi rivolgiamo queste nostre intenzioni?

A tutte le cittadine e i cittadini che si sono impegnati per il NO, qualunque sia la propria specifica esperienza personale, di cittadinanza attiva, di impegno nel volontariato, o in associazioni o in   partiti. Intendiamo mantenere aperta e continua la interlocuzione con tutti i partiti che, con noi, si sono impegnati nel referendum di marzo che ha messo in salvo la Costituzione. Riteniamo che la partecipazione della cittadinanza, informata, attiva, responsabile, possa essere ossigeno per la democrazia rappresentativa e per la centralità del Parlamento, come la nostra Costituzione indica. Dovranno, in futuro, arrivare in Parlamento rappresentanti che godono della nostra fiducia.

Unico nostro collante, la Costituzione. Vogliamo farla vivere e farci carovana che si muove nel nostro territorio e, in ogni luogo di sosta, si fa dialogo, osservatorio, proposta.

PER LA COSTITUZIONE

Rete della provincia di Ravenna

17 giugno 2026

Cittadine e cittadini che promuovono e invitano

Antonella Baccarini

Ombretta Cortesi

Stefano Kegljevic

Gian Luigi Melandri

Alessandro Messina

Ivan Morini

Maria Paola Patuelli

Antonella Piraccini

Roberto Riverso

Valeria Saragoni

Nilde Tonini

Andrea Valentinotti