Una visione alternativa alle idee veicolate dalla narrazione dominante in Italia e in Europa, delle quali è esempio la lettura dell’amico Pancho Pardi. Anche su questa guerra e sul riarmo UE/Nato dobbiamo lottare con determinazione e convincere con maggiore chiarezza argomentativa l’opinione pubblica europea
Di Mauro Sentimenti e Domenico Gallo 5 agosto 2025
L’analisi di Pardi conferma che i criteri con cui tali analisi interpretano cause torti e ragioni della guerra russo-ucraina sono immancabilmente i seguenti: di carattere “morale” il primo (il bene di qua il male di là), del quale il secondo – neoimperialismo autocratico russo contro democrazie occidentali – appare come una proiezione, il terzo si mostra nella “personalizzazione” delle cause degli eventi (la pazzia di Putin ieri, oggi di Trump). Il tutto, ed è il limite più grave, collocato in una dimensione storico-politica decontestualizzata e implausibile – evidente nei suoi tratti di fondo – nel cui ambito viene oscurato lo stato effettivo delle relazioni internazionali e delle loro “regole” -. Un genere di contesto che appare quanto più lontano possibile dal passaggio d’epoca, avviato dall’onda lunga delle decolonizzazioni del secolo scorso, che da tempo investe le relazioni internazionali e il ruolo degli Stati Uniti. Dalla dottrina Monroe del 1823 alla politica estera di Trump – isolazionista e contemporaneamente neoimperiale – emerge una costante espressa dal moto di Monroe “l’America agli americani”, variante anticipatrice dell’America First. Una dottrina allora come oggi, per differenti motivi, rivolta contro l’Europa, contro il multilateralismo, contro l’idea che gli Stati Uniti possano essere giudicati da Corti internazionali anche se invadono nazioni sovrane e provocano milioni di morti civili. Ciò a differenza di ogni altro paese. Regole di un Ordine globale unilaterale che ha perso ogni legittimità e che ha generato per reazione l’invasione dell’Ucraina, le responsabilità della quale vanno quanto meno divise tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. I sostenitori del riarmo Ue a spese del welfare e della sconfitta della Russia costi quel che costi farebbero bene a riflettere: questo genere di Ordine internazionale, funzionale all’accaparramento delle risorse ai danni del sud della terra, sta portando con evidenza alla rovina. Bisogna al contrario costruire relazioni internazionali fondate sul principio che le regole di convivenza valgono per tutti allo stesso modo e devono essere volte a usare le risorse per migliorare le condizioni di vita dell’intera umanità. Altrimenti non c’è speranza e non si esce del caos. Serve quindi per i motivi indicati una pace negoziata che si incammini in questa direzione, meglio se in una conferenza internazionale di pace sotto regia dell’ONU, come scrivevano i 30 premi nobel firmatari nel 2023 del documento “fermare la guerra imporre la pace”. La guerra in corso, se ne facciano una ragione i bellicisti, è una guerra consapevolmente “provocata“ contro la Russia, una guerra “delegata” o “per procura” di Stati uniti e Gran Bretagna (e altri volenterosi) in cui l’ucraina mette le vite, i deleganti le armi i soldi, i programmi politici. I motivi determinanti il precipitare del conflitto sono stati via via: l’obiettivo degli Stati Uniti di dividere Germania e Russia (il loro accordo minacciava in modo intollerabile l’egemonia americana in Europa, da qui il sabotaggio banditesco del gasdotto nord stream), la manifesta volontà di umiliare la Fed. Russa (10 anni di trattive andate a vuoto per il rifiuto degli Stati Uniti di garantire il non ingresso dell’Ucraina e della Georgia nella Nato, la mancata comprensione degli stessi Sati Uniti che l’Ordine globale unipolare governato dalla loro egemonia si era ormai dissolto. Appare infatti insostenibile immaginare che il gruppo dirigente ucraino assieme a quello occidentale potessero progettare l’ingresso nella Nato di Kiev, prima causa fondamentale della vicenda, senza sapere quali conseguenze tale scelta avrebbe con ogni probabilità provocato. Lo disse Bernie Sanders pochi giorni prima dell’invasione russa: “anche se la Russia non fosse governata da un oligarca corrotto e autoritario come Putin, Mosca continuerebbe ad avere interessi nella security policy dei propri vicini””. Ulteriori motivi vanno individuati nel fatto che i paesi occidentali a guida americana non sono più in alcun modo credibili nella veste di difensori del bene contro il male, dei diritti umani contro gli oppressori- Essendo gli stessi, impuniti, che si sono resi responsabili di enormi crimini di guerra e contro l’umanità, di violazioni reiterate e gravissime della legalità internazionale a partire dalla seconda guerra mondiale fino ai nostri giorni: Hiroshima e Nagasaky, Corea , Vietnam, e in tempi più vicini, Iraq, Libia, Afganistan, Palestina, ecc.. La stessa shoah è stata concepita nel grembo dell’occidente, esattamente come le politiche del governo israeliano di oggi sono state rese possibili dalle nostre complicità. Non sorprende allora che la guerra russo-ucraina sia percepita dal resto del mondo non occidentale anche come espressione di un Ordine internazionale indifendibile. Se l’invasione russa (come l’uccisione dell’arciduca Ferdinando da parte di Gravilo Princip), indica la causa ultima della guerra, la scelta degli Stati uniti di accogliere nella Nato tutti i paesi dell’EUROPA orientale prima e l’Ucraina poi ne indica la causa prima e determinante (come l’irredentismo serbo, i conflitti coloniali tra Germania e Gran Bretagna, la corsa agli armamenti furono la causa prima e determinante della guerra del 15-18). Non vogliamo giustificare ma fornire spiegazioni razionali di quel che accade oggi in un contesto In cui Cina, Russia, Brics, e paesi del Sud del mondo contestano apertamente l’Ordine/Disordine mondiale a guida statunitense. Inaccettabile, dato che responsabilità e sanzioni vengono decise in modo del tutto arbitrario (clamorosamente evidente nei casi di Russia e Israele). Un Ordine in cui qualunque governo può commettere ogni genere di crimine contro l’umanità ma non viene sanzionato se i suoi interessi sono serventi rispetto a quelli degli Stati Uniti. Gli esempi si sprecano. Obama aveva cercato almeno in parte, senza riuscirci, di invertire il corso delle cose. Così ora siamo di fronte ad una stagione di disordine strutturale. Al cuore del quale stanno l’economia e la finanza americana, deindustrializzazione e sub prime, che hanno generato la crisi finanziaria globale del 2008 e che altre si preparano a generare. Fallimenti bancaria di investitori miliardari fatti pagare ai bilanci degli Stati, ai ceti medi e operai occidentali ed ai miliardi di poveri del resto del mondo. Questo meccanismo distributivo della ricchezza è il cuore nero e permanente del vecchio Dis/Ordine internazionale. Un disordine cui contribuiscono attivamente anche la federazione Russa (basta leggere il libro di E. Todd “La sconfitta dell’Occidente), le monarchie del Golfo e gran parte dell’elite di censo cosmopolita che utilizza i paradisi fiscali. il dominio senza consenso, declinante e aggressivo, degli Stati Uniti, ha in Trump il proprio interprete ideale per nulla pazzo. Il quale ha mosso guerra contro ogni forma di multilateralismo, ha ripudiato con esibito cinismo i valori di giustizia e solidarietà tanto all’esterno come all’interno della società americana, deporta come delinquenti le persone immigrate, distrugge agenzie ambientali, scuola e sanità pubblica, la stessa divisione dei poteri, impone il proprio maccartismo alle università statunitensi, sanziona Francesca Albanese oltre ai giudici delle Corti Internazionali per le loro azioni contro Israele. Disprezza Zelensky e la martoriata Ucraina, mostra al mondo lo stato quasi moribondo dell’Unione Europea con l’accordo” sui dazi, dichiara Israele alleato eterno degli Stati Uniti (come Biden e altri prima di lui), ignora il genocidio in corso a Gaza (come la maggioranza dei paesi UE che mai hanno deciso sanzioni). Questo è il volto non solo di Trump, ma in tratti cruciali anche dell’Europa: quella che ha scelto l’orizzonte del riarmo, dell’affossamento del green deal, della distruzione del diritto di asilo per i migranti, delle diseguaglianze, delle non sanzioni a Israele. Quella stessa Europa, senza la Francia e la Germania, che partecipò in Iraq alle “guerre preventive” di Bush (il peggio delle violazioni internazionali) e che vide l’Italia e, udite udite, l’Ucraina, contribuire all’invasione di un paese sovrano. Per l’Ucraina una perfetta nemesi storica all’incontrario). Guerre con milioni di civili uccisi, un medio oriente divenuto vaso di pandora. La federazione Russa non è né migliore né peggiore di questo genere di Occidente di cui siamo parte. Putin e altri, come Netanyhau e altri, dovranno essere processati per i crimini loro addebitati. Stessa cosa dovrebbe accadere per Biden, Trump e quei governi europei che hanno continuato ad inviare armi a Israele oggi. Piaccia o non piaccia, il semplice realismo insegna che decidere consapevolmente di far percepire alla ex seconda potenza nucleare mondiale la volontà di accerchiarla minacciando la sua sicurezza, avrebbe condotto a inevitabili reazioni militari. O si comprende che un ordine internazionale indifendibile è ormai tramontato o nulla può essere realmente compreso. Le regole e le sanzioni o valgono per tutti o non valgono ed è la ragione per cui il resto del mondo percepisce l’Occidente come ipocrita. E’ quindi essenziale impegnarsi per far nascere un futuro egualitario nelle relazioni internazionali. In sintesi, il nostro disaccordo con le scelte politiche dei governi UE su riarmo e guerra può essere definito in modo semplice: la guerra russo – ucraina è l’esito del venir meno dell’ordine globale a guida occidentale che ha retto sinora i rapporti internazionali, nel nome del quale sono stati commessi enormi crimini e che Emanuel Todd definisce come il portato del nichilismo assoluto in occidente. Un processo che un autorevole storico italiano definisce come la “disgregazione inarrestabile dell’ordine internazionale 2000-2024” (Alessandro Colombo, in Il Suicidio della pace, Raffaello Cortina editore, 2025). Dice lo stesso Colombo, guardando al futuro: “se si vuole evitare che la crisi attuale sfoci in una assoluta catastrofe quale sarebbe una guerra nucleare è necessario ricordare che chi dice o la perfezione dell’ordine liberale o il diluvio non soltanto mente sulla perfezione del primo ma apre le porte al secondo. La sfida politica e intellettuale dei prossimi anni sarà allora edificare un ordine internazionale diverso da tutti quelli del passato…dal momento che dovrà tener conto non solo delle nostre preferenze… ma anche delle preferenze di tutti gli altri” (A. Colombo, cit. p.285). Seguendo questa indicazione di percorso possiamo immaginare come si dovrebbe uscire dalla guerra russa-ucraina. Pace negoziata sotto regia dell’ONU, cessate il fuoco, tutela della sicurezza tanto dell’Ucraina come della Russia , nuovo trattato sul controllo delle armi nucleari , riconoscimento della Crimea russa, referendum tra le popolazioni del Donbass con osservatori internazionali, ricostruzione dell’Ucraina col contributo di tutti i soggetti che vi hanno preso parte , riconoscimento dei diritti delle minoranze ovunque siano. Non è la perfezione ma meglio. molto meglio questo che la continuazione della guerra in qualsiasi forma. L’Europa potrà svolgere un ruolo importante in questa prospettiva solo liberandosi dalle condizioni di desolante minorità politica verso gli Stati uniti cui essa stessa si è condannata. A partire dal prender atto che la Russia non è una minaccia per l’Europa, idea inventata per costruire il Nemico: non ne ha la forza, ha un fondamentale interesse opposto a buone relazioni economiche e di civiltà.